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In ufficio i “draghi” non fanno rumore, ma si fanno sentire: silenzi che pesano, controlli che soffocano, giudizi che restano sospesi. A volte hanno il volto di chi dovrebbe guidarci. E allora la domanda sembra inevitabile: come si lavora bene in queste condizioni?
Un successo riconosciuto da tutti può trasformarsi, nella mente, in una sequenza di errori da correggere. È qui che prende forma uno dei meccanismi più diffusi e invisibili nel lavoro femminile: la difficoltà a riconoscere il proprio valore. Tra perfezionismo, autocritica e sindrome dell’impostore, si gioca una partita che incide su opportunità, scelte e crescita.
I segnali di malessere aziendale non sono anomalie isolate, ma indicatori strutturali che incidono direttamente sulla performance. Accanto a processi e organizzazione, la dimensione comportamentale — fatta di relazioni, comunicazione ed equilibrio emotivo — rappresenta un fattore competitivo spesso sottovalutato.
Cos’è la felicità? 20/03/2017 – la Giornata Internazionale della Felicità Ascolta l’ intervista durante la trasmissione Cuore e Denari con la dr.ssa…
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